Pulizia della gabbia

Questa è una mini guida sulla pulizia della gabbia, per rendere migliore la convivenza con i nostri piccoli amici 🙂
Infatti senza alcuni accorgimenti o con piccoli errori di gestione i ratti possono assumere un odore sgradevole, cosa che in condizioni naturali è assolutamente evitabile; vediamo allora quali sono le cause più frequenti di cattivo odore dei ratti e/o della gabbia.

 

  1. Alimentazione
    Il primo fattore da tenere in considerazione! Un’alimentazione squilibrata, di solito eccessiva in proteine soprattutto di origine animale, porta ad un cattivo odore di urine e feci, maggiore untuosità del mantello e in generale un cattivo odore di tutto il ratto. Ricordiamo che un ratto adulto deve assumere al massimo il 15% di proteine del totale della dieta, e deve integrare giornalmente abbondanti verdure miste crude. Facciamo attenzione, oltre all’odore ne va della loro salute, un eccesso di proteine sovraccarica i reni, già suscettibili in questa specie!
    I ratti ben alimentati hanno un odore naturale del mantello gradevole, delicato, dolciastro, alcuni giurano che i loro ratti profumino di biscotto 😉
  2. Lettiera
    Esistono lettiere più o meno assorbenti e con maggiore o minore tenuta di odori. Come consigliato nell’articolo specifico, una delle lettiere migliori a questo scopo è la canapa, che per la sua morbidezza si presta ad essere messa anche su tutto il fondo senza causare alla lunga problemi alle zampe. Sconsigliati truciolato, tutolo e pellet, fieno, carta di giornale.
  3. Zinco
    Una gabbia con sbarre zincate, oppure rivestita di rete zincata, assorbe nei mesi l’odore dell’urina, che i ratti rilasciano mentre si arrampicano. Un segno caratteristico di questo problema è che la gabbia ha un odore sgradevole anche appena pulita!
  4. Sbarre
    Come accennato, i ratti marcano anche in verticale, mentre si arrampicano: va da sè che la pulizia completa della gabbia debba comprendere anche le sbarre, da pulire con un panno umido e aceto o alcol (v. sotto).
  5. Frequenza
    La gabbia deve essere interamente pulita una volta a settimana in media, dipendendo ovviamente dal numero di ratti e la loro tendenza a marcare.
    Giornalmente è consigliabile pulire sommariamente i ripiani (ad es. con un panno in microfibra umido) e tane. Le angoliere si possono cambiare al bisogno, in media un paio di volte a settimana. Cambiate gli accessori in stoffa almeno una volta a settimana, più spesso al bisogno. È consigliato avere dei cambi puliti da utilizzare alternati, in attesa di lavare i capi sporchi.
  6. Tane
    Il sonno (e la pigrizia) spesso conciliano la pipì, capita a volte che i ratti sporchino abitualmente le cucce, amache, sputnik, ecc. Oltre alla pulizia abituale indicata sopra, è consigliato riempirle di carta assorbente, da cambiare giornalmente.
  7. Pulire proprio tutto!
    Quando diciamo di lavare interamente la gabbia, intendiamo proprio tutto, fondo, sbarre, accessori, bordi delle angoliere, ciotole, insomma qualsiasi cosa che venga in contatto con i ratti!
  8. Detergenti
    Evitare l’utilizzo di detergenti forti, a base di ammoniaca, profumati: l’odore pungente li spingerà a volerlo coprire con il proprio, marcandoci sopra. Inoltre eventuali residui possono risultare tossici a breve o lungo termine. Prediligere prodotti ecobio, non profumati, e risciacquare abbondantemente.
    Ciò che non potete risciacquare sotto acqua corrente pulitelo con un panno umido e con prodotti naturali, ad es. aceto (di vino, o di mele, dall’odore meno forte), oppure una soluzione di bicarbonato. L’aceto è acido, sgrassa e toglie i residui di urina che macchiano fondo e ripiani, per macchie ostinate usatelo puro e lasciatelo agire qualche minuto.
    Per i capi di stoffa potete usare il bicarbonato in aggiunta al detersivo, non utilizzare ammorbidente (che lascia residui e sfibra il pile), piuttosto aceto a fine lavaggio.
    Sulle sbarre della gabbia potete utilizzare anche acqua e alcool (non profumato), che sgrassa e permette una rapida evaporazione, evitando anche la formazione di ruggine.
  9. Posizione delle toilettes
    I ratti sono tendenzialmente puliti e imparano ad utilizzare le toilettes, ma talvolta, per differenze caratteriali, pigrizia o altro, i nostri tentativi di insegnarglielo si rivelano vani.
    Nella maggioranza dei casi questo avviene perché le toilettes non sono disposte nei punti giusti! Infatti, almeno all’inizio, è necessario disporre di una toilette ad ogni angolo, o almeno su ogni ripiano. Gli angoli preferiti sono quelli più riparati, di solito rivolti verso il muro. Sono inoltre particolarmente gradite dai ratti pigri  quelle poste in alto vicino alla “zona notte”(amache, sputnik, ecc), così da non mancare nemmeno la prima pipì dopo il risveglio 😉
    In ogni caso osservate i vostri ratti, una volta individuati i punti preferiti posizionate le cassettine e abbiate un po’ di pazienza, lasciate concentrare lo sporco nelle angoliere e mantenete pulito tutto il resto, capiranno in fretta!
  10. Modelli di toilettes
    I modelli più usati per i ratti sono le angoliere, toilettes triangolari. Queste vanno assicurate alle sbarre della gabbia per evitare che le spostino, con gli appositi ganci in dotazione e anche eventualmente del fil di ferro. Se possibile scegliete i modelli che abbiano un bordo “anti-spreco”, ossia che limiti gli spargimenti di lettiera all’esterno, altrimenti sarà difficile spiegare ai ratti che devono sporcare dentro l’angoliera 🙂
  11. Pulizia
    Semplice: i ratti tenuti in un ambiente pulito restano puliti, se trascurati tendono anche loro a sporcare maggiormente e senza controllo.
  12. Altri ratti
    Purtroppo i ratti poco ordinati influenzano negativamente gli altri, il trucco è mantenere il più pulito possibile tutto ciò che non deve essere sporcato per un periodo abbastanza lungo, per tentare così di educare i ratti più indisciplinati, che potranno invece imitare i più ligi alla pulizia. In generale comunque, aggiungere quante più toilettes possibili diminuisce di molto il problema, e si potrà provare in futuro a diminuirne gradualmente il numero 🙂
  13. Bagno
    I ratti non hanno bisogno del bagnetto, nel caso abbiate trascurato la pulizia della gabbia e il mantello emani cattivo odore sappiate che basteranno un paio di giorni nel pulito per tornare alla normalità. Se siete in estate potete stimolare le operazioni di toeletta mettendo a disposizione una bacinella di acqua per giocare.
    Sono sconsigliate le salviette umidificate per animali, non gradite dai ratti: hanno infatti un profumo troppo forte, contengono tensioattivi e oli che “sporcano” il pelo e contengono ingredienti chimici non ideali su animali così piccoli!
  14. Castrazione
    Una piccola quota dell’odore delle deiezioni è data dal testosterone: i maschi castrati hanno un odore meno pungente, equiparabile a quello delle femmine.
    Per quanto riguarda la marcatura non ci sono differenze di sesso come si crede: sia maschi che femmine possono marcare molto, dipende dall’individuo e dal suo status gerarchico.
    La castrazione in entrambi i sessi tende a diminuire la frequenza delle marcature.
    In caso la marcatura avvenga a seguito di problemi fisici/comportamentali (es. ipertestosteronismo) consultare il veterinario.

Tutti questi accorgimenti danno per scontata una pulizia frequente, con manutenzione giornaliera, e soprattutto una gabbia “giusta”: deve infatti essere comoda da pulire, a sbarre non zincate, e con aperture grandi che vi permettano di arrivare in ogni angolo senza bisogno di smontarla ogni volta. Per consigli specifici sulla scelta della gabbia vi rimandiamo all’articolo specifico.

Arriverete con l’esperienza al metodo di pulizia più rapido e comodo per voi e la vostra gabbia e i vostri ratti, come strumenti consigliamo i panni in microfibra per catturare i residui di lettiera dai ripiani, e magari un’aspirapolvere per velocizzare la pulizia totale (ovviamente non usatela con i ratti dentro la gabbia).

 

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Critter Nation, foto dal web

All’estero è molto diffuso l’utilizzo del pile come fondo e sui ripiani, lasciando la lettiera esclusivamente dentro le toilettes. Questo oltre a dare un bell’aspetto ed essere confortevole per i ratti, è utile perchè assorbe le goccioline di pipì che rilasciano camminando durante la marcatura (o che finiscono accidentalmente fuori dalle angoliere), e che altrimenti verrebbero pestate e sparse per tutta la gabbia, gli accessori e sui ratti stessi, dando il caratteristico aspetto “appiccicoso” al tutto, che ritroviamo al momento della pulizia.
Ottimo per le gabbie con fondi bassi (ad es. la Perfect), che non permettono di sistemare la lettiera senza che fuoriesca (non a caso all’estero utilizzano tutti le gabbie Critter Nation, Savic Royal Suite, e simili)
È inoltre molto consigliabile con ratti obesi, a rischio pododermatite, anziani e con problemi locomotori, paretici, degenti.

 

Se però vogliamo iniziare ad utilizzare il pile, i ratti hanno bisogno di un training e un periodo di assestamento per abituarsi ad averlo in gabbia: infatti, tanta sarà l’emozione non appena lo metterete, che il loro primo pensiero sarà quello di prenderlo, farlo a pezzi e foderarcisi le tane per dormire più comodi 😀

Quindi per prima cosa i ratti devono avere a disposizione moltissimo altro pile e stoffe per i nidi, amache morbide e altri oggetti di stoffa, è una buona idea lasciare anche in giro degli scampoli di tessuto, che loro possano sistemarsi a piacimento, e soprattutto, il pile del fondo e dei ripiani va fissato minuziosamente ai bordi!

molle-double-clipA seconda del tipo di fondo e ripiani possiamo usare delle pinze in metallo (v. foto) e/o mettere dei pesi agli angoli (es. angoliere, ciotole in ceramica, altri accessori, sassi…), o trovare altri stratagemmi per fissarlo, dovete rendergli impossibile sfilare il pile per ammucchiarlo e trascinarlo via; va sistemato ben teso.
Qui un tutorial semplice per i fondi bassi simil-Perfect.

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Critter Nation, foto dal web

Dovrete fare molta attenzione ed essere costanti nel tenere tutto sistemato per il primo periodo, tempo che si abituino e capiscano che è una cosa normale e che ci sarà sempre, non c’è pericolo che finisca 😉
Qualche buchino nel tempo è possibile che lo faranno, ma certamente riuscirete ad utilizzare lo stesso pile per mesi. Tenete ovviamente a disposizione dei ricambi da mettere quando si sporca.
Scegliete un pile spesso, durerà di più, sarà più pesante e assorbirà meglio. I tessuti a metraggio costano poco e potrete tagliarli a misura, i ritagli li userete per fare delle amache e gli scampoli per soddisfare il loro istinto di tappezzare il nido.
Tessuti diversi dal pile sono sconsigliati perchè sfilacciano quando tagliati/rosicchiati, e potrebbero diventare pericolosi per i ratti stessi.

 

 

 

 

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