Fondo bioattivo

Se siete tra gli appassionati di ratti che trascorrono molto tempo a raccogliere informazioni su come gestire al meglio i propri animali, vi sarà capitato di imbattervi in un’interessante proposta per l’organizzazione del fondo della vostra gabbia: stiamo parlando del fondo bioattivo.

Di che si tratta? 

Il fondo bioattivo è un tipo di fondo che si mantiene pulito grazie all’attività di alcune specie di invertebrati, che processano le deiezioni dei ratti e consentono quindi a noi umani di non dover pulire (o dover pulire meno) la gabbia.

Per poter trasformare la nostra gabbia in una gabbia con fondo bioattivo sarà necessario modificarne le caratteristiche strutturali, acquistare un fondo specifico e decidere di “adottare” quella che in inglese viene chiamata CUC, la Clean Up Crew, ovvero gli invertebrati di cui sopra.

Ma…Andiamo con ordine!

Perchè passare a un fondo bioattivo?

Questa è la prima domanda che dobbiamo farci.

Come abbiamo accennato, questo tipo di fondo si mantiene da sé, quindi il principale motivo che potrebbe spingere una persona che vive coi ratti da tempo – e sa quindi bene quanto tempo dedica alle pulizie! – è vedere finalmente coronato il sogno di una vita: buttar via scopetta, paletta, straccetti e compagnia bella!

Ma attenzione! Seppur si tratti di un enorme vantaggio, se il fatto di non dovervi più dedicare al fondo è il solo motivo che vi spinge a passare al bioattivo, fermatevi! State prendendo la direzione sbagliata: il fondo bioattivo ha comunque bisogno di una costante manutenzione, che richiede del tempo e attenzioni specifiche.

La cosa più interessante che dovrebbe spronare chiunque ad attrezzarsi in tal senso è che così facendo darete modo ai vostri ratti di esprimersi al meglio per quello che sono, perchè potranno mettere in atto quotidianamente alcuni dei comportamenti tipici della loro specie, come ad esempio scavare per fare dei bellissimi tunnel.

La vostra gabbia diventerebbe sostanzialmente un’enorme digging box – e se avete visto quanto piace ai ratti la digging box, non potrete più fare a meno di osservarli nel fondo bioattivo!

Tenete sempre a mente che ogni volta che un animale può svolgere un’attività in linea con i bisogni etologici della propria specie si sentirà appagato e ciò contribuisce ampiamente a renderlo sereno e sano non solo da un punto di vista fisico, ma soprattutto psicologico. 

Un altro beneficio che i ratti traggono dalla presenza del fondo bioattivo è che mantenendo la corretta umidità dello stesso si aiuta anche il loro sistema respiratorio.

I materiali

Passiamo a esaminare nel dettaglio i “prerequisiti” e i materiali necessari per passare a un fondo bioattivo.

> La gabbia

A momento abbiamo preso in esame la costruzione del fondo bioattivo con le Royal Suite 95 e XL, che tra tutte le gabbie in commercio si prestano meglio a questo tipo di modifica e con la Savic Zeno 3 Empire.

Ciò non toglie che con un po’ di creatività non possiate applicare la strategia che vi spiegheremo anche con altre gabbie.

Un consiglio, non abbiate fretta. Il costo dei materiali non è proprio irrisorio, quindi valutate attentamente se la gabbia che avete a disposizione vi consente poi un’agevole manutenzione.

Il punto di partenza è la creazione del fondo di plexiglass che dovrà ospitare il mix di substrato.

Consigliamo uno spessore di 4/5 mm, non inferiore, perchè le grosse dimensioni della gabbia, unite alla pressione del substrato rischiano di rendere il risultato finale troppo flessibile e a rischio rottura. Più il fondo della gabbia è ampio, maggiore dovrà essere lo spessore.

Noi abbiamo optato per i 5mm, anche per agevolare le misure per il taglio. 

Tagliare il plexiglass non è complesso, ma richiede comunque una certa abilità e, per questo spessore, il taglierino non è sufficiente; serve un seghetto alternativo a velocità modulabile (un attrezzo troppo veloce scioglierebbe il materiale plastico per via dell’attrito).

Visto il costo non indifferente della lastra abbiamo deciso di affidarci a Leroy Merlin, che offre un servizio di taglio il cui risultato è decisamente soddisfacente. 

Abbiamo scelto il vetro sintetico in polistirene, della misura di 100×200 cm. Con un’unica lastra si ottengono tutti i pezzi del fondo. Ecco i dettagli per la Savic Royal Suite 95 double.

Internamente la gabbia misura 90x60cm di base; abbiamo quindi fatto tagliare il fondo a 89x58cm, tenendo conto dello spessore di 0,5 cm delle lastre per i due lati. 

L’ingombro finale della vasca sarà dunque di 89×59 cm e con queste misure entra perfettamente nella gabbia.

La vasca andrà posizionata sulla griglia bassa della gabbia, che funge normalmente da base porta-oggetti. Ciò significa che dovrete andare ad eliminare sia il fondo di plastica nera della Royal, sia la griglia metallica che lo supporta (dovrete quindi smontare quasi tutta la gabbia per poter poi posizionare il fondo)

Per le pareti laterali abbiamo scelto un’altezza di 40cm, per fornire ai ratti un bel po’ di substrato in cui scavare.

I pezzi che dovrete richiedere al servizio taglio saranno:

  • Base: 89x58cm
  • Davanti e dietro: 89x40cm
  • Parete destra e sinistra: 59x40cm

Potete fornire questo schema agli addetti:

Oltre al plexiglass, dovrete acquistare il materiale per assemblarlo. 

Ci sono 2 alternative: potete procedere con colla/silicone oppure con nastro adesivo extra forte.

Noi abbiamo optato per il nastro adesivo, un po’ per sporcare meno, ma soprattutto per poter sfruttare la vasca immediatamente senza dover attendere l’asciugatura del silicone. 

Sarà inoltre necessario del nastro adesivo di carta, di quelli che si usano quando si vuole imbiancare, per fissare provvisoriamente i pannelli in plexiglass.

Se poi volete dare un tocco creativo – e nascondere le imperfezioni che lascia il nastro extra forte – potete acquistare un altro rotolo di nastro adesivo colorato per rifinire i bordi esternamente.

Scoprirete che gestire lunghi pezzi di nastro extra forte è molto complesso, quindi armatevi di santa pazienza e fatevi aiutare perché da soli è molto complesso gestire il tutto.

Il plexiglass viene venduto ricoperto di un film protettivo che va naturalmente rimosso da entrambi i lati. Partite predisponendo la base, pulendola per consentire al nastro adesivo di aderire bene e iniziate a fissare il davanti.

Ricordate che le misure che vi abbiamo suggerito sono prese in modo tale da assemblare i lati INTORNO alla base e NON SOPRA di essa (in quel caso il fondo risulterebbe troppo piccolo e rimarrebbe vuoto mezzo centimetro per lato).

Fissate provvisoriamente il pannello anteriore alla base con il nastro di carta e procedete nello stesso modo per tutti gli altri pannelli.

Una volta che avete assemblato l’intera vasca provvisoriamente, dovete procedere con l’assemblaggio definitivo con il nastro extra forte; partite dall’interno.

Come anticipato è un lavoro decisamente complesso, perché si tratta di un nastro davvero super forte e dovrete fare in modo di farlo aderire bene. Abbiamo provato ad aiutarci con una tessera tipo carta di credito per spingerlo bene contro i lati verticali, ma se si fa un filo di pressione in più del dovuto si taglia e il pezzo è da buttare, quindi massima attenzione.

Quando avrete assemblato in via definitiva tutta la parte interna potete passare all’esterno – dove le cose diventano nettamente più semplici.

Tagliate il nastro adesivo lasciandone un pezzetto in più per ogni lato, in modo tale da rinforzare l’assemblaggio degli angoli.

E quando la vasca è completamente assemblata, l’ultimo passaggio che resta prima di poterla spostare nella gabbia è testarne la tenuta: versate un po’ d’acqua all’interno e inclinate la vasca per far accumulare il liquido negli angoli e verificare che non perda. Se è tutto ok, potete procedere a sistemarla nella gabbia e a riempirla.

Qualche consiglio:

  • Suggeriamo di acquistare due rotoli di nastro, perchè se si sbaglia un po’ troppo e si devono buttare dei pezzi, un rotolo solo non è sufficiente.
  • Gli angoli inoltre necessitano di essere rinforzati, quindi servirà un doppio/triplo strato in quei punti
  • Le ruote con cui viene venduta la SRS sono decisamente inadeguate per supportare il suo peso e consentirne uno spostamento agevole. Prima di inserire la vasca e riempirla vi suggeriamo di cambiare le ruote, perché con tutto il peso aggiuntivo quelle originali non sono più funzionali. 
  • Mettete un tappeto tra la gabbia e la vasca, per evitare che il plexiglass appoggi direttamente sulle sbarre; ciò aiuterà anche a distribuire meglio il peso. 

Abbiamo creato un video per riassumere i vari passaggi dell’assemblaggio, nella speranza che le immagini possano contribuire a darvi un’idea migliore di tutta la spiegazione. Lo trovate a questo link: video-tutorial fondo bioattivo.

> Il substrato

Il materiale migliore per riempire il vostro fondo bioattivo è un mix di fibra di cocco, terriccio e un po’ di fieno per rendere il tutto più compatto.

Sulla procedura per reidratare la fibra di cocco qualora la acquistaste in panetti vi rimandiamo a questo video: digging-box

Una formula che può aiutarvi a calcolare quanto materiale vi occorre per riempire il fondo è la seguente: 

Litri = Lunghezza x profondità x l’altezza che desiderate ottenere, il tutto diviso 1000.

Noi abbiamo reidratato 1 panetto di fibra di cocco da 70 litri + mezzo panetto dello stesso litraggio; alla fibra di cocco va aggiunto del terriccio universale, non fertilizzato. Ne abbiamo aggiunti 20 litri.

Infine qualche manciata di fieno per agevolare la tenuta del substrato per quando i ratti scaveranno le loro gallerie.

> La Clean Up Crew

Le principali specie che possono essere sfruttate da chi ha ratti per lo switch al bioattivo sono i collemboli – le cui piccolissime dimensioni consentono loro di vivere indisturbati senza finire ad essere il pasto dei vostri ratti – e gli onischi – che invece sono un filo più grandini e sono dunque più a rischio.

Ci sono anche altre specie che svolgono bene questa attività di supporto alle pulizie, ma trattandosi di animali più grossi non hanno vita lunga con i ratti, pertanto non ne consigliamo l’utilizzo per una questione etica; e se non siete toccati dall’idea, considerate comunque che dover rifare il “parco addetti alle pulizie” ogni volta diventa economicamente oneroso.

Per procurarvi collemboli e onischi potete visitare il sito http://www.rospoverde.com

Ci siamo trovati davvero benissimo. 

Una volta allestito il tutto, date una settimanetta/dieci giorni di tempo alla CUC per “sistemarsi” prima di inserire i ratti.

Ricordate che avrete dei nuovi animali, che necessitano pertanto di esser conosciuti in termini di esigenze. Nello specifico a collemboli e onischi piace molto l’umidità: dovrete quindi accertarvi che il substrato sia sempre sufficientemente umido. Potete inumidirlo quotidianamente con uno spruzzino.

L’umidità potrebbe causare lo sviluppo di muffe, quindi prestate attenzione a questo aspetto e se i ratti non si occupano di rivoltare tutto il substrato con la loro attività, abbiate l’accortezza di provvedere a farlo voi periodicamente.

> Costi

Nell’ottica di consentirvi di valutare complessivamente la spesa economica di partenza per l’avvio di un fondo bioattivo vi elenchiamo i materiali base con i relativi prezzi indicativi.

  • Vetro sintetico in polistirene da 5mm, 100x200cm: 60 €
  • Nastro adesivo trasparente extra forte: 8 € (x2)
  • Nastro mascherante di carta: 4 €
  • Fibra di cocco (panetto da 70lt): 15 €(x2)
  • Terriccio: 10 €
  • Fieno: 4 €
  • CUC – 15 €
  • Ruote nuove SRS: 20 €

L’investimento iniziale per avviare un fondo bioattivo è sicuramente un po’ oneroso, specie se una volta creato vi viene voglia di modificare l’intero setup della vostra gabbia per renderla totalmente naturale.

Considerate tuttavia che a lungo termine è sicuramente più vantaggioso, perché se ben gestito consente di non dover più sostenere la spesa per la lettiera (se non per le angoliere) e soprattutto costituisce un elemento di arricchimento ambientale di enorme valore per i vostri animali.

Nota al testo

Come specificato fin dal principio, si tratta di una proposta piuttosto nuova nel mondo degli appassionati di ratti; ciò significa che i feedback, specie in Italia, sono estremamente limitati per ora.

Si tratta sicuramente di una proposta di enorme valore in termini di arricchimento ambientale per degli animali così intelligenti e attivi, che vale quindi la pena impostare anche solo per questa ragione.

Tuttavia richiede un costante monitoraggio del livello di umidità e dell’assenza di muffe che possono essere molto pericolose per la salute dei nostri animali: se già sapete di non poter essere costanti nell’idratazione del substrato e soprattutto nel controllo minuzioso della presenza di eventuali muffe evitate di imbarcarvi nell’impresa. Un substrato secco sarà inoltre molto dannoso per l’apparato respiratorio dei nostri animali, quindi, di nuovo, attenzione.

Sull’effettiva capacità del fondo di gestire numeri elevati di ratti ci riserviamo di aggiornare man mano questo articolo, aggiungendo informazioni ulteriori derivanti dall’esperienza che il tempo ci farà maturare sulla questione. 

Aggiornamento

Dopo un anno di utilizzo possiamo ritenerci soddisfatti sia in termini di tenuta della pulizia, ma soprattutto come elemento di divertimento per gli animali.

Il mantenimento del giusto livello di umidità è tuttavia piuttosto impegnativo.

Oltre al livello di umidità e alla presenza di muffe va prestata massima attenzione anche alla salute dei ratti inseriti nella gabbia con fondo bioattivo. Una soluzione simile infatti non consente di disinfettare l’ambiente in cui gli animali vivono, pertanto potrebbe diventare un elemento in cui diventa poi impossibile eliminare parassiti o patogeni.