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LA GABBIA IDEALE: COME SCEGLIERLA

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Savic Zeno 3 Empire

La scelta della gabbia è forse la più importante da affrontare prima di accogliere in casa dei ratti; non si tratta solo di scegliere quella con le dimensioni adeguate al miglior prezzo possibile, ma ci sono vari altri aspetti da considerare, non solo per la comodità degli “inquilini”, ma anche e soprattutto per la nostra, perché siamo noi poi che dovremo allestirla, pulirla e far sì che si mantenga nel tempo, senza bisogno di cambiarla dopo poco per usura o scomodità!

1. DIMENSIONI

Come consigliamo nelle condizioni di adozione, le misure minime per due ratti sono orientativamente 80x50x50h, tenendo presente che dovrà essere adeguatamente allestita con ripiani e giochi, per sfruttare tutto lo spazio possibile, e che comunque i ratti dovranno avere la possibilità di essere liberati,  quindi di poter girare in spazi adeguati per fare movimento, esplorare, curiosare e rapportarsi con noi (sempre sotto controllo in luoghi senza pericoli). E’ sbagliato però pensare di prendere una gabbia più piccola delle misure minime consigliate se si ha intenzione di liberarli spesso, perché comunque quella sarà la loro casa, e nonostante le ore di libertà concesse dovrà essere sufficientemente spaziosa e confortevole; senza contare che non possiamo davvero assicurare che per tutti i giorni dell’anno per tutta la loro vita avremo la possibilità di liberarli per un tempo sufficiente, quindi una gabbia ampia evita che debbano soffrire la reclusione in quei giorni in cui avremo una cena importante o saremo via per il fine settimana.
Approfondiamo l’argomento in questa pagina.

2. SBARRE O PLASTICA?

Le gabbie in vetro, plastica o plexiglass, i cosiddetti terrari, habitat o fauna-box o duna, sono sconsigliati per i ratti, per svariati motivi. Prima di tutto non consentono un efficiente ricircolo dell’aria: i ratti hanno un apparato respiratorio molto sensibile e le esalazioni di ammoniaca provenienti dalla lettiera sono irritanti e lesive per l’epitelio delle prime vie respiratorie, predisponendo gli animali a problemi di salute. Secondo poi, per motivi di spazio: i ratti hanno bisogno di gabbie molto spaziose, e raramente terrari e fauna-box possono soddisfare questo requisito. I terrari  poi sono difficili da pulire e arredare, non hanno sbarre a cui attaccare ripiani e giochi, e i ratti non possono sfruttare le sbarre per arrampicarsi, quindi fare esercizio e divertirsi. L’unica occasione in cui è giustificato l’uso temporaneo del fauna-box è il periodo del parto e allattamento, in cui i cuccioli molto piccoli potrebbero riuscire a passare tra le sbarre di una gabbia.
Le gabbie a sbarre sono l’esatto contrario, forniscono un’ottima aerazione, se poste in casa e lontano da finestre non danno problemi legati a colpi di freddo, non provocano umidità e condensa d’estate perché l’aria non ristagna, permettono ai ratti di arrampicarsi e a noi di arredarle e pulirle con facilità.

3. DISTANZA TRA LE SBARRE

La distanza tra le sbarre dipende dall’età dei ratti che vogliamo adottare, e anche dal sesso. Per dei ratti cuccioli è importante che non siano troppo larghe, per evitare fughe, normalmente vanno bene sbarre distanti circa 1 cm, fino a massimo 1.2 cm. Per ratti adulti si può aumentare la distanza, ma tutto dipenderà dal sesso (i maschi sono più grandi) , dalla stazza dell’individuo (alcuni ratti sono molto grandi, altri al contrario molto minuti) e dall’educazione (alcuni ratti possono imparare a non uscire senza consenso, ma bisogna tener conto dei pericoli che possono incontrare qualora non obbediscano), in generale però è meglio non comprare gabbie con più di 2 cm di distanza tra una sbarra e l’altra. In alternativa si può optare per il rivestimento della gabbia con una rete metallica a maglie fitte, disponibile nei brico, così da poter comprare gabbie grandi a buon prezzo senza avere il problema delle sbarre larghe.

4. QUALITA’ DELLE SBARRE

Non tutte le gabbie a sbarre sono uguali, ci sono quelle zincate (grigie e di aspetto metallico), quelle verniciate (di norma colorate e di aspetto “gommoso”), quelle powder coated (vernice “a polvere”, ossia che non può essere tolta con i morsi, di solito è il rivestimento è grigio/nero ed è quello d’elezione per le gabbie per pappagalli). Le sbarre zincate hanno la prerogativa di non arrugginirsi e sono per questo considerate di qualità, il problema con i ratti però non è la ruggine, ma la pipì! Ebbene, l’urina dei ratti ha una qualche proprietà corrosiva, che sulle sbarre zincate fa un pessimo effetto, rimangono incrostate e per quanto vi sforziate di pulirle, non ci sarà verso di far sparire l’odore, che vi porterà a disfarvi della gabbia dopo un anno di utilizzo. Ai ratti piace arrampicarsi e spesso nel farlo marcano il territorio con gocce di urina, è per questo motivo che nella pulizia della gabbia dobbiamo includere anche quella delle sbarre! Le sbarre verniciate hanno l’inconveniente che possono essere rosicchiate e i punti in cui i ratti toglieranno la vernice saranno quelli in cui si formerà la ruggine. A meno però di avere ratti particolarmente stressati dalla clausura, è difficile che possano fare dei grossi danni tali da compromettere l’utilizzo della gabbia, e la pulizia di questo tipo di sbarre è notevolmente facilitata, basta un panno umido e un po’ di detergente all’occorrenza. Le gabbie powder coated non presentano l’inconveniente dei morsi ed in teoria nemmeno della ruggine, ma ricordate cosa dicevamo all’inizio sulle proprietà della pipì? Ecco, nei punti più a contatto con l’urina la vernice si corrode ed in quei punti si può formare della ruggine (soprattutto se la verniciatura non è di alta qualità), anche se in proporzione questo tipo di gabbie durano molto di più delle gabbie zincate (e non presentano l’inconveniente puzza), si puliscono facilmente, quindi rappresentano comunque una buona alternativa ad esse.

Riassumendo, in generale possiamo dire che le sbarre migliori siano quelle verniciate, perché migliori da pulire e più durature, a meno di ratti particolarmente ostinati nel rosicchiarle.

 

Nota: anche per quanto riguarda le reti per rivestire gabbie dalle sbarre larghe possiamo scegliere tra reti zincate o verniciate, le seconde sono molto più care, ma se avete intenzione di tenere il rivestimento per più di qualche mese è decisamente meglio optare per le seconde (di solito nel reparto giardinaggio sono di colore verde).

5. APERTURE

Questo aspetto è fondamentale per quanto riguarda la nostra comodità nel pulire la gabbia e prendere i ratti dalla gabbia quando ancora non sono abituati al richiamo. Inutile dire che più grandi sono e meglio è, l’ideale per un rattaro è rappresentato dall’apertura ad armadio, con una o due ante che permettono di aprire tutto il lato frontale della gabbia. Naturalmente queste gabbie sono molto rare e/o molto costose, quindi spesso bisogna accontentarsi di aperture più piccole, l’ideale però è che siano di almeno 30 cm e, se la gabbia è molto alta, più di una, in maniera tale da poter raggiungere qualsiasi angolo inserendo il braccio. Per questo sono sconsigliate le gabbie per uccellini, perché di norma hanno aperture minuscole, dalle quali è anche difficile far passare la nostra mano insieme ad un ratto, qualora avessimo bisogno di prenderli, per non parlare della pulizia molto difficile.

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Le aperture più ampie in assoluto! Gabbia Critter Nation, in Italia abbiamo di simile la Savic Royal Suite (foto dal web)

6. ALTEZZA

I ratti amano l’altezza, se potessero scegliere passerebbero la maggior parte del tempo in luoghi elevati e non al suolo, al contrario di quanto si potrebbe pensare. Adorano anche arrampicarsi, per questo molti proprietari di ratti optano per gabbie alte, nelle quali inserire ponti, ripiani e scalette, che i ratti possano scalare, oltre alle sbarre stesse della gabbia, anche quelle un ottimo esercizio! Le gabbie sviluppate in altezza sono quindi perfette e consigliate, l’unico inconveniente da tenere in conto è il numero di ratti che vogliamo farci abitare; perché se è vero che ai ratti piace l’altezza, è vero pure che a TUTTI gli inquilini della gabbia piacerà abitare in alto e quindi si verrebbe a creare un sovraffollamento in quella zona, che potrebbe portare a tensioni, battibecchi e litigi. Quindi non si può pensare che se in una gabbia 80x50x50h possano vivere due ratti, automaticamente in una 80x50x150h possano starci 6 ratti (o anche di più, come suggeriscono alcuni calcolatori automatici che si trovano nel web). Certo una gabbia 80x50x150 è una gabbia molto grande, e può darsi che 6 ratti convivano tranquillamente se hanno tutti un carattere molto accomodante, ma spesso accade che tutti vogliano stare in alto e che si ritrovino a vivere poi in 6 in uno spazio di 80x50x50, quello realmente sfruttato all’interno della gabbia; e se tra i sei ci fosse qualche incomprensione è facile che scatti il litigio.

Non è nemmeno molto gratificante per noi, che magari abbiamo speso bei soldoni in quella gabbia enorme, vedere che realmente ne sfruttano un terzo!

Quindi nel caso in cui i nostri ratti siano di più di 4, è bene tenere in considerazione questo fattore, e valutare di dividere la gabbiona in due parti, dividere il gruppo (non l’ideale per la colonia, ai ratti piace la compagnia -tanta compagnia- a meno di palesi e continue antipatie che producano disagio e stress), oppure comprare una gabbia che sia più sviluppata in larghezza che in altezza, ad es. una gabbia larga 100-120 cm, profonda almeno 50 e alta fino ad 80 cm, a seconda del numero di ratti. In ogni caso, anche la gabbia più grande, se lo spazio non è ben sfruttato, può risultare vuota e noiosa per i ratti, quindi è sempre bene fare molta attenzione a come la allestiamo.

7. ARREDAMENTO

Cosa non deve mai mancare in una gabbia? Naturalmente una o più ciotole per il cibo e almeno un beverino per l’acqua, ma cosa dobbiamo aggiungere perché i ratti si divertano e siano sempre attivi?

Sicuramente i ripiani sono i nostri migliori alleati, ci permettono di aumentare lo spazio calpestabile e aumentano quindi l’attività dei nostri ratti, permettono di sfruttare la gabbia in tutta la sua grandezza (è vero che sanno arrampicarsi, ma camminare è molto più comodo e loro sono dei pigri nati!). Possiamo mettere quanti ripiani vogliamo, l’importante è tenere conto dell’altezza degli spazi che lasciamo a disposizione, i ratti devono potersi alzare completamente in piedi, quindi fare attenzione a lasciare almeno 20 cm in altezza tra un piano e l’altro.

NOTA: Evitare il legno, soprattutto per gli oggetti che i ratti possono sporcare di più, come ripiani, scale e nidi: si impregnerebbe di urina e sarebbe difficile da pulire!

Per tutto il resto, la parola d’ordine è CAOS!!!  🙂

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Gabbia Savic Zeno 3 Empire (foto dal web)

 

amacaQuasi obbligatoria è l’amaca, comprata tal quale nei negozi di animali,  oppure fatta artigianalmente, magari ricavata da pezzi di lenzuolo, vecchie magliette, felpe e jeans per l’estate (con le gambe dei jeans si possono ricavare dei funzionalissimi tubi/amache per dormire), la variante più amata è quella coperta (due amache cucite insieme una sopra l’altra, in maniera tale che possano scegliere se dormire sopra, come un’amaca standard, oppure sotto, coperti da sguardi indiscreti -i ratti più timorosi e freddolosi preferiscono la seconda opzione-), altrimenti anche solo un quadrato di stoffa legato ai quattro angoli svolge bene il suo dovere!

 

Claudia_Bassi2Poi vengono i nidi, molto amati sono i cosiddetti Sputnik  (v. foto), che sono nidi di plastica  che si possono appendere al tetto della gabbia oppure al contrario sul pavimento, o altri prodotti simili. In alternativa o in aggiunta possiamo optare anche per nidi usa e getta, quindi scatole di cartone che normalmente abbiamo in casa, che forniscono anche uno sfogo in quanto vengono rosicchiate (un po’ meno simpatiche per i proprietari, che poi devono pulire le briciole!), e sono assolutamente a costo zero.

 

NOTA: Per ratti in fase di socializzazione, quindi ancora timorosi e timidi, è meglio non esagerare con il numero di nidi e rifugi in genere, pena  il vederli passare tutto il tempo correndo da un nido all’altro nascondendosi (oppure non vederli affatto),  rallentando così il loro recupero; per cui forniamo uno o due nidi obbligatoriamente (devono avere un luogo dove sentirsi sicuri e al riparo), ma devono anche poter vedere il mondo circostante e capire che non è un pericolo, quindi non abbondiamo con l’arredamento in generale, che renderebbe difficoltosa anche l’azione di prenderli per farli uscire: rincorrerli con la mano per tutta la gabbia non è certo il modo migliore per guadagnarsi la loro fiducia, anzi, contribuisce a spaventarli! Con il giusto ritmo di socializzazione già dopo 1-2 settimane possiamo iniziare ad arricchire l’ambiente ed inserire sempre più cose!

 

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La toilette in basso a destra è la Savic Concha Medium, con bordo anti-spreco (foto dal web)

La toilette è un altro accessorio fondamentale, di solito se ne utilizza più di una, in genere una su ogni ripiano. Si può scegliere di mettere il substrato su tutto il fondo e basta (ma se dormono in alto è difficile che scendano fin giù solo per una pipì, sono pigri!), oppure su tutto il fondo e in lettiere sui ripiani, oppure solo nelle lettiere, lasciando libero il fondo (che comunque dovrà avere una o due lettiere piccoline). Questo sta alla precisione dei ratti nell’utilizzo della lettiera, al tipo di gabbia che abbiamo (alcune gabbie non hanno un fondo che permette di mettere abbondante substrato), e alle nostre abitudini e comodità. In genere si consiglia di iniziare con molte lettiere (possibilmente utilizzare anche il fondo come un’unica grande lettiera), e poi diminuire via via il numero, fino a che i ratti ce lo consentono; di norma è necessario che i “bagni” si trovino sul fondo, vicino al cibo e sui ripiani più alti, vicino ai nidi, ma i posti migliori ve li insegneranno loro stessi! Se volete investire bene i vostri soldi, spendete qualche euro in più all’acquisto e scegliete le lettiere che dispongono di parasporco (v. foto), così da diminuire la quantità di substrato buttato in giro.

 

Anche i tunnel sono molto amati e permettono di creare collegamenti  tra ripiani o comunque sono un buon gioco e nascondiglio. Ce ne sono chiaramente di appositi, normalmente per furetti (evitare quelli per criceti, troppo piccoli per dei ratti adulti!), di moltissimi tipi, dritti, curvi, assemblabili, ecc.. Un’ alternativa fai da te sono i tubi di cartone, della carta-igienica per i cuccioli, e quelli grandi da scottex industriale per gli adulti; si possono utilizzare anche i tubi da carpentiere, che sono in plastica lavabile, oppure banali bottiglie di plastica (meglio in plastica spessa, come quelle delle bibite gassate), a cui taglieremo i due estremi e avremo cura di arrotondare i bordi con una fiamma, per evitare graffi; anche questi sono lavabili e molto funzionali (e anche trasparenti, per i più timidoni che si nascondono e ci fanno dannare per cercarli!).

 

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(foto dal web)

Di giochi ce ne sono di diversi tipi, quelli di attivazione mentale sono abbastanza graditi, basta anche una semplice pallina bucata  con dentro dei cibi golosi per scatenare la loro curiosità. Graditi anche i giochi e le corde per pappagalli, da attaccare alle sbarre, buonissime da rosicchiare e per arrampicarsi (soprattutto se con anima metallica che dà rigidità), ottimi i giocattoli di legno da sgranocchiare, un po’ meno quelli in plastica morbida, che vengono fatti fuori in poco tempo! Poi ognuno ha i suoi gusti, non vi resta che provare!

 

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Ruota Silent Spinner (foto dal web)

La ruota non è strettamente necessaria, i ratti non ne vanno pazzi come i  criceti, ma i cuccioli e le femmine più attive ci si potrebbero divertire, per cui se volete provare procuratevene una di plastica “intera”(non a sbarre e raggi per intendersi, sono pericolose!), con un diametro grande (almeno 28 cm) per non danneggiare la schiena, meglio se del tipo “silenzioso”(per non danneggiare l’udito, il nostro!).

 

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Le ruote a raggi possono causare frattura delle zampe, non usatele!

Ci sono un’infinità di giochi/accessori  in commercio, ed altrettanti possiamo crearne noi stessi, a partire da oggetti di uso comune, basta aguzzare l’ingegno e pensare come fossimo ratti! 😉

Ad es. un portabottiglie in legno può diventare una divertente palestra, le corde del ferramenta possono essere intrecciate a mano per creare reti-gioco, delle scatole di plastica possono diventare casette sospese o lettiere, le bacinelle per i panni possono diventare piscine, dei vasi di terracotta rovesciati sono ottimi nidi durante le estati afose, ecc…accessoricollage

 

 


 

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